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Archivio per la categoria ‘Argomenti vari’

Cronache dalla Arret.

11 Maggio 2006 2 commenti

Si sono svolte oggi in Ailati le elezioni del Presidente della Repubblica.
Come già comunicato in precedenza le elezioni politiche del 9 e 10 aprile hanno visto il centrodestra prevalere di misura sul centrosinistra (circa 24000 voti in più). Dopo aver confermato Casini alla presidenza della camera dei deputati e aver eletto Tremonti alla presidenza del senato, dopo due giorni di aspra battaglia a camere riunite, con i voti della sola maggioranza è stato eletto come presidente della repubblica l?ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi (da ciò seguirà molto probabilmente che Fini sarà il nuovo presidente del consiglio).
Questo assetto istituzionale ha suscitato, pur nelle ovvie differenziazioni fra i diversi partiti, l?entusiasmo di tutto il popolo ailatino, che riconosce in Berlusconi una figura di sicuro valore istituzionale che assicura della sua posizione super partes.

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Prodi da Vinci 3.

9 Aprile 2006 1 commento

Financial Times del 27 maggio 2004 ?Romano Prodi è stato disastroso. Era l?uomo sbagliato per questo lavoro. Non ha mostrato né quella visione politica né quell?attenzione per i dettagli che sono richiesti per uno dei più difficili ruoli esecutivi al mondo. Manager incapace, non ha avuto nemmeno abilità comunicative, semmai un?allarmante propensione alle gaffe?.
Questa è una parte di un articolo apparso su http://www.ilfoglio.it del 8-4-2006. Poiché la sinistra prende a prestito gli articoli del F.T. per rimproverare la politica economica del governo B. dovrebbe allo stesso modo prendere per buono questo giudizio dello stesso giornale per giudicare la “bontà” del mortadella a guidare l’Italia!
Insomma, Prodi si è mostrato inetto alla guida del governo nel 1996-97, inetto alla guida della Commissione europea, e ora dovremmo considerarlo capace di guidare il prossimo governo italiano? VADE RETRO SATANPRODI!!!!
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Salutiamo Prodi da Vinci (2).

5 Aprile 2006 Commenti chiusi

Nell’articolo di ieri ho dimenticato di citare un’altra differenza citata dal Genius Italicus: fra occupati e disoccupati. Spero però che nel prossimo elenco il Nostro Sommo Governante si ricordi anche di: maschi e femmine (e metà e metà); grassi e magri (e metà e metà); alti e bassi (e metà e metà); biondi e neri (e metà e metà); puliti e sporchi (e metà e metà); bagnati e asciutti (e metà e metà); montanari e di pianura (e metà e metà); vestiti e nudi (e metà e metà); ecc. ecc. ecc.
In questo modo le divisioni diventano più precise e visibili e ciascuno può riconoscersi a suo modo nelle diverse categorie.

P.S. dimenticavo che c’è anche la divisione fra coglioni e vagine.
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Autodenuncia.

5 Aprile 2006 Commenti chiusi

Finalmente per le strade abbiamo visto della gente che si autodenuncia con cartelli ben scritti e ben evidenti che dicono in modo semplice ed immediato:IO SONO UN COGLIONE! Beati loro che hanno avuto il coraggio delle loro opinioni.
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Salutiamo Prodi da Vinci.

4 Aprile 2006 2 commenti

Meraviglioso!!!!
Abbiamo finalmente un nuovo genio italico, tale da far scomparire tutti gli altri, passati presenti e futuri: Prodi da Vinci.
Chi sono Cesare, Machiavelli, Michelangelo, Galileo, Leonardo, Dante, Marconi, Fermi, ecc. davanti a costui? Uno zero assoluto!!!
Prodi da Vinci ha scoperto, primo e unico in Italia, che dico, nel mondo, che siamo divisi: fra noi e loro, fra ricchi e poveri, fra meridionali e settentrionali, fra giovani e vecchi. Io penso che una simile scoperta, unica in tutta la storia umana, che dico, universale, meriti un premio Nobel permanente per tutti i secoli a venire.
Ma il nostro eroe non si è fermato a questa strabiliante scoperta: ha aggiunto un corollario che lo mette incommensurabilmente al disopra di ogni umana aspettativa, a fianco del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Il rimedio alla divisione è (udite udite, sporchi animali a due zampe): UNIONE!
O te beata madre di Prodi da Vinci che hai partorito cotanto figlio, o me meschino che non ne sono il padre!
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Fassino e l’immigrazione.

30 Marzo 2006 1 commento

Fassino e l?immigrazione.
Ho appena finito di assistere allo scontro di Fini contro Fassino sulla RAI.
Mi ha dato fastidio sentire ancora una volta da parte di Fassino la storia sui 500000 extracomunitari in fila agli uffici postali. Fassino sosteneva che si trattava di 500000 clandestini in attesa di regolarizzazione e ciò è falso. Le operazioni erano rivolte ad accaparrarsi uno dei 170000 posti di lavoro offerti dalle aziende che avevano dichiarata la disponibilità ad assumere personale con determinate caratteristiche. Niente vietava di presentare la domanda: 1) al clandestino che lavorava in nero; 2) al regolare che voleva cambiare lavoro; 3) al clandestino o al regolare che cercava un lavoro adatto ad un parente o un amico suo connazionale. E? ovvio che con tante possibilità diverse il numero degli aspiranti fosse enormemente superiore all?offerta (e non è certo colpa del governo se qualcuno ha equivocato sul significato dell?operazione oppure se le aziende hanno chiesto meno manodopera di quella che si è presentata!). Il numero delle domande non ha alcun significato: di solito ai concorsi non si presentano aspiranti in numero mille volte di più dei posti disponibili?
Un?altra cosa: le lettere di assunzione saranno spedite alle ambasciate dei diversi Paesi con i quali sono state concordate le quote di immigrazione, per cui gli aspiranti residenti in Italia, regolari o clandestini, dovranno rimpatriare per ritirare il documento.
Infine i clandestini con la loro domanda si sono autodenunciati e quindi saranno espulsi: pensiamo davvero che essi siano molto numerosi?
P.S. C?è un?altra cosa che mi dà più fastidio: perché Fini (ma anche Berlusconi e tanti altri) non ha dato questa spiegazione? Perché spesso i rappresentanti del governo appaiono impreparati a rispondere nella maniera più completa a certe domande?

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Nord contro sud.

25 Marzo 2006 2 commenti

Ho assistito ad Otto e mezzo ad una parte dello scontro fra Loiero, governatore della Calabria, e Galan, governatore del Veneto. Lo scontro verteva, come al solito, sulla devoluzione e sul ?regalo? che le regioni del nord dovrebbero fare a quelle del sud come riequilibrio delle entrate fiscali: Galan sosteneva che, se le regioni del sud avessero amministrato meglio le finanze devolute dallo stato i problemi del sud sarebbero stati risolti. A questo punto ho smesso di seguire il dibattito. Perché?
La risposta posso sintetizzarla con una parola: COLONIA!
Le colonie sono quei luoghi dove: 1) non c?è industria; 2) non ci sono infrastrutture; 3) l?agricoltura e la pastorizia sono le attività prevalenti; 4) c?è analfabetismo diffuso; 5) c?è un?alta natalità.
In conseguenza delle caratteristiche suddette si ha: 1) manodopera a basso costo, disposta a qualunque lavoro a qualunque remunerazione in qualunque posto (e il Veneto sino a trent?anni fa aveva uno dei maggiori tassi di emigrazione d?Italia); 2) difficoltà o impossibilità di movimento delle merci (da ciò deriva l?economia curtense e il baratto, cioè le forme di produzione e di commercio di semplice sopravvivenza); 3) l?incapacità di comprendere le dinamiche del lavoro e dello sviluppo (come per esempio la formazione di capitali per creare, innovare ed espandere le attività produttive); 4) la necessità di avere molti figli per avere manodopera a costo zero. Per credere vedere cosa accade ancora in Cina e in India.
Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana dopo l?unità d?Italia hanno usufruito delle condizioni strutturali migliori derivanti dai governi locali precedenti, della vicinanza dei mercati stranieri (in particolare la Francia), di una agricoltura più ?facile?, più moderna, più organizzata, di una maggiore vicinanza (e quindi di maggiore attenzione) al potere centrale, e così via.
In buona sostanza, sino al 1980 ma in parte ancora oggi, il nord ha potuto avere dal sud: manodopera generica e qualificata a basso prezzo (lavoro in nero delle aziende del nord) e un mercato protetto nel quale vendere i propri prodotti. Se le automobili FIAT, e tante altre cose, avessero dovuto pagare un dazio per vendere nel sud, come le altre case automobilistiche, non avrebbe potuto raggiungere le dimensioni acquisite. Insomma io dico che lo sviluppo del nord d?Italia ha potuto verificarsi soltanto perché il sud è stato ?costretto ad unirsi al nord? assicurando manodopera e mercato. Così come può avvenire oggi per l?Italia rispetto all?Europa del nord, se non ci si mette rimedio!
Ripeto e ribadisco: il nord deve il suo sviluppo al sud, così come i paesi detti sviluppati devono la loro ricchezza ai paesi del terzo e quarto e quinto mondo. Negare questa evidenza da parte dei politici del nord o dimenticarla come avviene purtroppo da parte dei politici del sud è una piaga della nostra società che difficilmente potrà essere sanata.

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Caro affitto.

20 Marzo 2006 Commenti chiusi

Lettera della signora Maria Pia Panzironi alla Repubblica di venerdì 17 marzo: titolo Il caro prezzi visto da chi affitta un appartamento. Dice la signora chiudendo la lettera: ?Se lo stato decidesse di adeguare le tasse sugli affitti degli appartamenti, forse ci sarebbero meno affitti in nero con più tutela sia per gli inquilini sia per i proprietari?.
Mi domando dove vive la signora Panzironi (a meno che non si tratti di una lettera falsa ?): come è possibile scrivere una lettera simile ad un giornale di sinistra? Non sa la signora che la sinistra capeggiata dal buon rodi si propone esattamente il contrario di quanto lei chiede? Se la sinistra andasse al potere le tasse sugli affitti sono destinate a crescere (la signora evidentemente non conosce le rendite finanziarie) non certo a diminuire. Non solo, ma il livello attuale delle tasse che la signora paga è stato deciso proprio dal precedente governo di centrosinistra (male ha fatto B. a non diminuirle!). Se poi si considera che specula sugli studenti (755 euro al mese per due camerette!) la signora rischia di essere arrestata e torturata e privata della proprietà, e magari inviata a Guantanamo nelle mani dei civili americani, se i suoi inquilini non sono italiani!

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Sacrifici e felicità.

20 Marzo 2006 Commenti chiusi

Il BUON Prodi (che Dio lo conservi in una cassa di naftalina, così non marcisce nei secoli dei secoli, amen!) alla fine del confronto con B. ha esortato noi cittadini a fare dei sacrifici (più tasse nuove, più ripristino di tasse vecchie abolite dal centrodestra, più aumento di altre) perché così saremo colpiti dalla felicità futura.
Questo discorso mi sa di averlo già sentito, forse in chiesa, o forse dalle pagine dei libri di storia. Mi pare che fosse uno dei modi di esprimersi dei preti: beati i poveri perché di loro è il regno dei cieli. Ma intanto i preti stessi e la chiesa in toto lucrava ricchezze terrene e viveva nel lusso e nei bagordi. I preti hanno sempre lodato la povertà altrui, tanto con una assoluzione finale potevano riscattare l?anima loro e dei ricchi crapuloni alla cui corte vivevano.
A mio parere se c?è una cosa obbrobriosa è quella di un aspirante governatore che chiede ai sudditi di fare sacrifici in nome di una felicità futura, proprio come fanno i preti: i governi devono tendere ad assicurare la felicità (ammesso che questa parola si possa usare in politica, e non ne sono molto sicuro!) attuale e non quella post mortem.
Una cosa del genere (la felicità dei popoli) è scritta nella costituzione degli USA: e se ci pensate vedrete quanta felicità da quei governi è stata assicurata agli schiavi, ai pellirossa, ai neri e ai gialli e agli italiani immigrati in quel paese, ai gay, ai coreani, ai vietnamiti e agli irakeni, ai palestinesi, ai prigionieri di Abu Graib e a quelli di Guantanamo, e di certo ne ho dimenticati molti altri (per esempio i cubani, i filippini, i cinesi, ecc.).
Cara (?) sinistra italiana, prova ad avere un capo meno pretesco e più politico e i sacrifici falli tu, restando ancora all?opposizione!

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Grazie!

20 Marzo 2006 Commenti chiusi

Grazie a Lo Ste per le sue graditissime lezioni di economia (vedi i suoi commenti ai miei ultimi post). Ma però ?.
In realtà assicuro Lo Ste che avevo già il sospetto che le tasse pagate dai cittadini avessero una ben definita finalità (teorica, perché poi quella applicativa ogni tanto lascia a desiderare). Ci sono però alcune cose che davvero mi disturbano:
1- le tasse di successione (sui grandi patrimoni, dice). Supponiamo che un padre abbia quattro appartamenti, una moglie e tre figli al centro di una grande città. Il patrimonio di quel padre è probabilmente grande, ma quando è diviso fra vedova e figli è ancora un grande patrimonio? O forse è giusto che uno degli appartamenti venga venduto per pagare le tasse e così uno degli eredi rimane senza casa?
Supponiamo che un padre possieda una industria nella quale lavorano 20 operai. Il patrimonio è probabilmente grande: ma se per pagare le tasse di successione il figlio deve vendere l?azienda? Oppure è utile che si venda metà dell?azienda o la si riduca a 10 operai?
Supponiamo che un padre possieda un certo numero di azioni che facciano un grande patrimonio: se il padre vende le azioni e distribuisce ai figli i contanti, che fine fa la tassa di successione?
Non ho voglia di fare altri esempi, che si possono inventare a piacere.
In tutte queste condizioni non è meglio abolire come è stato fatto quella tassa? E? vero che esiste una cosa detta INVIDIA che avvelena molte persone, ma bisognerebbe ricordare che ogni patrimonio imputato per esempio al pater familias è in realtà costruito con il sacrificio di tutti i membri della famiglia. Quando mio padre, con il suo stipendio, comprava case e terreni (non in grande quantità, ma adeguate per dare una specie di futura sicurezza a noi figli), io andavo al liceo con le pezze al culo, non andavo al cinema, o al bar, o alle feste, ecc. e in più studiavo e lavoravo in campagna. Quando ho ereditato ho pensato di ESSERMI GUADAGNATO quel che mi veniva e ho ritenuto ingiusto pagare la tassa di successione.
2- Dice Lo Ste: In altre parole chi si trova ad ereditare un grosso patrimonio può accontentarsi di un livello di reddito non ottimale senza impegnarsi troppo a gestire lo stesso nel modo più profittevole.
E qui torniamo da capo allo Stato che gestisce la moralità, anche economica, dei cittadini, cioè auspichiamo lo statalismo marxista che decide lo stile di vita, le esigenze, i desideri, le speranze dei singoli individui. Una grande azienda si deve ridurre perché c?è il rischio che gli eredi si accontentino di non mantenerla grande! Veramente assurdo! E? come se io dessi a mio figlio 100 euro invece dei 200 che mi chiede per comprare ad esempio un trapano perché c?è il rischio che lo consumi lavorando!
3- I beni immobili sono anche risorse economiche, e come tali sono scarse. E’ necessario l’utilizzo più efficiente possibile delle stesse. Una tassa su tali proprietà è volta ad impedire che tali proprietà vengano lasciate latenti (sfitte e non utilizzate), invece di produrre reddito (ad esempio affittandole).
C?è da ripetere quel che ho scritto al punto 2 con in più questa considerazione: la sinistra non è quella forza politica che sostiene l?applicazione della Costituzione, sia formale che sostanziale? Ebbene, mi pare di ricordare che la Costituzione protegge la proprietà privata ed assicura il suo uso nell?interesse esclusivo del proprietario. E invece no, secondo l?interpretazione della sinistra la proprietà privata deve essere amministrata secondo il bene dello Stato, così come nell?Unione Sovietica esisteva la proprietà collettiva di tutti i beni!
Mi fa piacere che Lo Ste mi abbia chiarito qual è il concetto di libertà liberale che la sinistra italiana persegue: grazie Prodi, con te ci avviamo sulla strada della collettivizzazione di staliniana memoria! Ecco dunque perché anche Bertinotti e Diliberto sono con te.

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