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Nord contro sud.

25 Marzo 2006

Ho assistito ad Otto e mezzo ad una parte dello scontro fra Loiero, governatore della Calabria, e Galan, governatore del Veneto. Lo scontro verteva, come al solito, sulla devoluzione e sul ?regalo? che le regioni del nord dovrebbero fare a quelle del sud come riequilibrio delle entrate fiscali: Galan sosteneva che, se le regioni del sud avessero amministrato meglio le finanze devolute dallo stato i problemi del sud sarebbero stati risolti. A questo punto ho smesso di seguire il dibattito. Perché?
La risposta posso sintetizzarla con una parola: COLONIA!
Le colonie sono quei luoghi dove: 1) non c?è industria; 2) non ci sono infrastrutture; 3) l?agricoltura e la pastorizia sono le attività prevalenti; 4) c?è analfabetismo diffuso; 5) c?è un?alta natalità.
In conseguenza delle caratteristiche suddette si ha: 1) manodopera a basso costo, disposta a qualunque lavoro a qualunque remunerazione in qualunque posto (e il Veneto sino a trent?anni fa aveva uno dei maggiori tassi di emigrazione d?Italia); 2) difficoltà o impossibilità di movimento delle merci (da ciò deriva l?economia curtense e il baratto, cioè le forme di produzione e di commercio di semplice sopravvivenza); 3) l?incapacità di comprendere le dinamiche del lavoro e dello sviluppo (come per esempio la formazione di capitali per creare, innovare ed espandere le attività produttive); 4) la necessità di avere molti figli per avere manodopera a costo zero. Per credere vedere cosa accade ancora in Cina e in India.
Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana dopo l?unità d?Italia hanno usufruito delle condizioni strutturali migliori derivanti dai governi locali precedenti, della vicinanza dei mercati stranieri (in particolare la Francia), di una agricoltura più ?facile?, più moderna, più organizzata, di una maggiore vicinanza (e quindi di maggiore attenzione) al potere centrale, e così via.
In buona sostanza, sino al 1980 ma in parte ancora oggi, il nord ha potuto avere dal sud: manodopera generica e qualificata a basso prezzo (lavoro in nero delle aziende del nord) e un mercato protetto nel quale vendere i propri prodotti. Se le automobili FIAT, e tante altre cose, avessero dovuto pagare un dazio per vendere nel sud, come le altre case automobilistiche, non avrebbe potuto raggiungere le dimensioni acquisite. Insomma io dico che lo sviluppo del nord d?Italia ha potuto verificarsi soltanto perché il sud è stato ?costretto ad unirsi al nord? assicurando manodopera e mercato. Così come può avvenire oggi per l?Italia rispetto all?Europa del nord, se non ci si mette rimedio!
Ripeto e ribadisco: il nord deve il suo sviluppo al sud, così come i paesi detti sviluppati devono la loro ricchezza ai paesi del terzo e quarto e quinto mondo. Negare questa evidenza da parte dei politici del nord o dimenticarla come avviene purtroppo da parte dei politici del sud è una piaga della nostra società che difficilmente potrà essere sanata.

Riferimenti: il mio sito

  1. cohiba
    25 Marzo 2006 a 18:16 | #1

    bè amministrare il Veneto nn è certo come amministrare la Calabria….bisognerebbe far provare a Galan cosa vuol dire prime di perlare

  2. cohiba
    25 Marzo 2006 a 18:16 | #2

    bè amministrare il Veneto nn è certo come amministrare la Calabria….bisognerebbe far provare a Galan cosa vuol dire prime di perlare

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